Sakura Judo Club Vicenza


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HIZA-GURUMA ruota sul ginocchio

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HIZA-GURUMA. letteralmente ‘ruota sul ginocchio’, è una tecnica che appartiene al sgroppo Tachi-waza, nello specifico Ashi-waza.

Descrizione generale

Rompete l’equilibrio dell’avversario verso l’avanti destro e proiettatelo applicando la pianta del piede sinistro sul suo ginocchio destro.

Metodo

– Avanzate la gamba sinistra, provocando di conseguenza  l’indietreggiamento della gamba destra di Uke

– Assumete la posizione naturale destra

– Tiratelo leggermente in fuori squilibrando verso l’avanti-destro, con un azione di Tsurikomi (‘tirare e sollevare’). La vostra mano destra tiene il bavero sinistro, mentre la sinistra tiene la sua manica extra all’esterno, in prossimità del gomito.

– Mentre ruotate il  corpo a sinistra, tirate forte col braccio sinistro verso di voi, secondo una traiettoria circolare e rinforzate il movimento con l’azione della mano destra.

– Il corpo di Uke ruota facendo perno sul suo ginocchio destro.

– Durante la caduta vera e propria, aiutatelo tirandolo per la manica destra, con la mano sinistra.

 

Osservazioni

Raccomandiamo ai principianti di iniziare nel seguente modo la pratica di questa tecnica: Tori esegue attacco dopo aver squilibrato Uke verso l’avanti-destro, semplicemente con un grande passo indietro del piede sinistro costringendolo così ad avanzare il piede destro e ad assumere con il corpo la posizione difensiva invece di quella naturale.

In questa tecnica è importante la posizione in cui si ritrova il vostro piede destro; se è troppo lontano o troppo vicino, danneggerà l’efficacia del movimento; dovere trovare con l’esperienza la vostra distanza giusta per ottenere una buona efficacia. Badate che, durante l’azione, la punta del piede destro sia rivolta verso l’interno.

La pianta del piede sinistro deve essere applicata sul fianco destro del ginocchio di Uke.

Se volete proiettare l’avversario a sinistra anziché a destra, essendo in posizione naturale a destra, dovrete cambiare presa alla mano destra, portandola ad afferrare l’esterno della sua manica sinistra.

 

Potete vederlo qui: https://www.youtube.com/watch?v=Doxd3cqrsn0

 


 

Fonte: Wikipedia the free enciclopedia, Kodokan Judo

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DE-ASHI-BARAI spazzare il piede che avanza

SPIEGAZIONE DELLE TECNICHE DI PROIEZIONE

Il ‘Gokyo del Kodokan’, i cinque corsi di istruzione formulati dal Kodokan, sono generalmente considerati Tora-no-maki, cioè come una ‘chiave’ per studiare le tecniche di proiezione. Questi corsi comprendono le tecniche più rappresentative tra quelle sostenti, esposte in maniera sistematica per l’insegnamento: cinque gruppi di otto tecniche, cioè 40 tecniche in tutto.

Le spiegazioni verranno illustrate con metodo corretto, fra i molti possibili; soprattutto iniziando con i due esecutori in posizione naturale destra o in posizione difensiva destra.

Nota: i termini Tori e Uke, utilizzati significano rispettivamente ‘colui che agisce’ o il vincente e ‘colui che subisce’ o che è battuto.

 

PRIMO GRUPPO D’ISTRUZIONE

1- De-Ashi-Barai (spazzare con il piede che avanza)

a) descrizione generale

Come indica il nome, spazzate col piede quello avanzante dell’avversario. Innanzitutto invitatelo ad avanzare con il piede destro; quando l’ha fatto e vi sta trasferendo sopra il peso del corpo, spazzate lontano questo piede con il sinistro e fatelo cadere a terra.

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b) metodo

-assumete la posizione naturale destra.

– Voi (Tori) indietreggiate di un gran passo col piede destro, spostando non solo la gamba ma il peso del corpo, in modo da mantenere l’equilibrio e rompere quello di Uke. Con la mano destra, che tiene il suo bavero sinistro, tiratelo nella stessa direzione, provocando un passo, più lungo dell’ordinario, del suo piede sinistro.

-Interrompendo l a trazione della mano destra, ma senza lasciare la presa, tirate verso l’interno con la sinistra, provocando l’avanzare del suo piede destro in direzione avanti-sinistra, cosicché i due piedi si incrociano leggermente.

-nell’istante in cui il piede che avanza sta e toccare il tappeto, ma prima che vi si appoggi sopra il peso, spazzar col piede sinistro il suo detto, nella direzione dello spostamento.

– in coordinazione con la spazzata del piede sinistro, tirate forte a terra con la mano sinistra, che tiene il lato esterno della manica.

– con la pianta del piede sinistro dovete spazzare la zona sotto la caviglia del suo piede destro che sta per appoggiare.

– Uke cade, colpendo il tatami col braccio sinistro.

 

 

 

Note:

– Il tempo corretto per eseguire la spazzata è il momento in cui il piede che avanza dell’avversario sta per toccare il tappeto e il peso del corpo sta per trasferirsi su di esso, ma non l’ha ancora fatto completamente. La stessa azione è in effetti applicabile al piede che indietreggia. Ricordate che oltre tecniche di proiezione sono basate sul ritmo.

– Quando eseguite la spazzata è molto importante che il piede sinistro sia incurvato ‘a falce’, in maniera che la zona della pianta prossima al mignolo arrivi fortemente a contatto col piede dell’avversario, il più basso possibile sotto la caviglia.


fonte: Wikipedia free enciclopedia – Kodokan Judo Arnoldo Mondadori Editore, Youtube.com


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JIGORO KANO

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Mikage, 28 Ottobre 1860 – Mar del Giappone, 4 Maggio 1939

Il Maestro Jigoro Kano nacque in un piccolo villaggio marino nei pressi di Kobe; egli era il terzo figlio di Jirosaku Kano, ufficiale di Marina dello shogun Tokugawa, ma il titolo era probabilmente onorifico in quanto la famiglia si occupava della produzione di sakè. Da giovane, essendo di piccola statura e di fisico piuttosto gracile, pratica intensamente dell’attività fisica ed alcuni sport occidentali come il baseball, del quale fondò il primo club giapponese, il Kasei baseball club.

Kano sapeva che nel periodo feudale veniva praticato in Giappone il jujutsu, una disciplina con la quale un uomo poteva battere un avversario anche di gran forza, e comincia ad interessarsene. Si procura perciò numerosi Densho, i libri segreti, che ormai si trovavano in vendita nei mercatini, e con un suo compagno di studi tenta di allenarsi da solo. Dopo aver manifestato al padre il desiderio di iscriversi ad un dojo, riceve da lui un netto rifiuto poiché la disciplina era screditata e in vistoso declino. Nel 1877 entrò nell’Università di Tokyo, la prima reimpostata secondo criteri occidentali, e naturalmente fu costretto a trasferirsi per poter seguire gli studi: ciò gli consentì di sfuggire al controllo del padre e dedicarsi allo studio del jujutsu.

Kano, con molte difficoltà poiché anche in una città come Tokyo era difficile trovare un dojo, riesce grazie all’aiuto di Teinosuke Yagi, un anziano maestro non più praticante, ad iscriversi alla scuola del maestro Fukuda di Tenshin shin’yo, il quale restò ammirato dalla dedizione del suo giovane allievo. Anche Fukuda era anziano e deceduto questi dovette cercare un nuovo maestro, che trovò in Mataemon Iso, anch’egli di Tenshin shin’yo, con il quale completò lo studio di questa Ryu (scuola), ricevendo il grado di Shian (maestro), nonché il libro segreto che gli fu lasciato in eredità. A questo punto Jigoro Kano inizia lo studio di un’altra Ryu di jujitsu, questa volta Kito, che apprende sotto la guida di Iikubo Tsunetoshi.

Questa scuola era famosa per le sue tecniche di atterramento dell’avversario e per praticare il randori (pratica libera), a differenza della quasi totalità delle altre scuole che fondavano l’insegnamento attraverso i Kata (forme preordinate). La sua dedizione e l’impegno lo portarono a conquistare il grado Shian anche in questo stile del tutto diverso dal precedente. Lo studio del jujitsu non gli impedì comunque di laurearsi in Scienze Politiche ed Economiche nel 1881. Un anno dopo, nel 1882, a soli 22 anni aprì il suo primo dojo, di soli 12 tatami, in una saletta del Tempio di Eisho nel quartiere Shimoya di Tokyo, e con l’aiuto di soli nove discepoli creò il Kodokan Judo (la Scuola per seguire la “Via”).

Qui dalle ceneri del Jujutsu fece nascere il suo metodo, chiamato “Judo” (via della cedevolezza), nel quale fece convergere i metodi delle antiche scuole di arti marziali associandoli al concetto di ottenere il miglior risultato col minimo sforzo, formando una disciplina efficace tanto per il fisico quanto per la mente. Jigoro Kano ricoprì numerosi incarichi per il governo, e grazie alla sua influenza riuscì a fare inserire il judo nelle materie scolastiche accanto all’educazione fisica. L’insegnamento del “Metodo Kanō” cominciò ad aver vita all’Accademia navale e nelle Università di Tokyo e Keio. Il nuovo Judo Kodokan era al centro dell’attenzione pubblica, grazie ai lodevoli principi ed agli elevati ideali, ma nonostante ciò si levarono alcuni sospetti sulla sua efficacia in combattimento. In particolare, il Judo era disprezzato dai praticanti del vecchio stile Jujitsu.

Questa situazione sfociò in un’aperta rivalità tra la scuola del famosissimo hikosuke Totsuka e il Kodokan. Nel 1886 la questura di Tokyo indisse un torneo fra le scuole di jujutsu allo scopo di selezionare il metodo più efficace con il quale sarebbero stati addestrati gli agenti. Il Kodokan su 15 combattimenti ne vinse 13 mentre due finirono in pareggio. La vittoria stabilì la supremazia del Judo non solamente nei principi, ma anche nella tecnica. Con i suoi migliori allievi, Kanō nel 1895 stabilì il Gokyo, cioè il metodo di insegnamento diviso in 5 gradi. Sono dello stesso periodo le prime elaborazioni di Kata, con le forme delle proiezioni Nage no kata e del combattimento reale Kime no kata. Successivamente, nel 1921, migliorò il Gokyo, lo stesso dell’attuale, con l’aiuto dei suoi allievi più esperti e con i maestri delle ultime scuole di Jujitsu assorbite dal Kodokan..

Negli anni successivi, il maestro compì molti viaggi per diffondere il Judo nel mondo; nel 1928 e nel 1934 fu in Italia, e visitò i centri judoistici creati da Carlo Oletti. Nel 1938 venne inviato in rappresentanza del Giappone al 12º Convegno del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) al Cairo, che approvò la proposta di far svolgere i Giochi Olimpici a Tokyo. Nonostante non considerasse il judo uno sport, si adoperò per portarlo gradualmente verso i giochi olimpici, poiché in questo modo sarebbe stato possibile far conoscere la sua disciplina nel mondo. Nella sua idea educativa il judo era il mezzo di possibile miglioramento dell’uomo, sia sotto il profilo etico quanto in quello fisico.

Il judo mira cioè a compiere la sintesi tra le due tipiche espressioni della cultura giapponese antica, e cioè Bun-Bu, la penna e la spada, la virtù civile e quella guerriera, in ossequio agli antichi Samurai. Il suo desiderio si realizzò, però, solamente nel 1964, quando la manifestazione si tenne a Tokyo. Tuttavia, Kano era deceduto anni prima, il 4 maggio 1938, a bordo della SS Hikawa Maru, mentre era in un viaggio di ritorno verso casa, in un periodo in cui il Giappone, mosso da una nuova spinta imperialista, si stava avviando verso la Seconda guerra mondiale.

Dopo la disfatta, la nazione fu posta sotto il controllo degli USA per 10 anni e il judo sottoposto a pesante censura poiché catalogato tra gli aspetti pericolosi della cultura giapponese che spesso esaltava la guerra. Fu perciò proibita la pratica della disciplina ed i numerosi libri e filmati sull’argomento vennero in gran parte distrutti. Il judo sarà poi “riabilitato” nel 1950 grazie al CIO, guadagnando ancora in popolarità ma perdendo in qualità tanto che ad oggi a ben poche persone è stato riconosciuto il 10′ dan (il Kodokan ha promosso al 10′ dan solamente 15 judoka di cui 5 postumi); uniche eccezioni l’olandese Anton Gesink  e l’inglese Charles Palmer che sono stati promossi dalla Federazione Internazionale Judo e non dal Kodokan.

Nella vita pubblica Jigoro Kano fu una personalità di spicco in Giappone. Nel 1882, dopo aver terminato gli studi, fu nominato professore e successivamente, nel 184, Addetto alla Casa Imperiale, un titolo di grande prestigio. Più tardi, nel 1891, diviene consigliere del Ministero dell’Educazione, del quale diverrà Direttore nel 1898. Nel 1911 viene eletto Presidente della Federazione Sportiva Giapponese . Alla sua morte, avvenuta all’età di settantasette anni per polmonite mentre si trovava nella nave Hikawa Maru, il Judo contava già più di 100.000 cinture nere al suo attivo.


fonte Wikipedia, Enciclopedia Libera

Kodokan Judo, 1977, Mondadori Editore